Inaugurazione all'aeroporto di Gorizia dell'aeroclub Duca d'Aosta
(11 gennaio 2014)



 

Le autorità presenti alla cerimonia Il presidente della Provincia Gherghetta

 
L'hangar restaurato Grazia Rusjan tra le stele commemorative dei suoi zii 

 
 
 
L'ultraleggero EDA 100 costruito da un gruppo di appassionati presentato al pubblico nella sala grande del Comune di Nova Gorica nel 2009

 

NASCE A LUBIANA IL PRIMO AEROCLUB EUROPEO
DEDICATO AI PIONIERI DEL VOLO GORIZIANI RUSJAN
(24 febbraio 2006)


Egon Malalan, vice presidente dell'associazione culturale Aeroclub europeo "Fratelli Rusjan" Marco Marinčič, Assessore della Provincia di Gorizia per le relazioni transfrontaliere
La sala gremita
Il Colonnello Paolo Tarantino, comandante della pattuglia acrobatica italiana "Frecce Tricolori" e il Capitano Alen Debeljak, direttore della Scuola di Volo dell'Aviazione Militare Slovena
Foto ricordo
Grazia Rusjan assieme al Colonnello Paolo Tarantino, comandante della pattuglia acrobatica italiana "Frecce Tricolori"

 
 
Presentato a Lubiana il nuovo club aereo transfrontaliero

Nella sala conferenze dell’Istituto italiano di cultura di Lubiana che opera nell’ambito dell’Ambasciata italiana in Slovenia, venerdi’ 24 febbraio si è tenuta la presentazione ufficiale del nuovo Aero Club transfrontaliero che porta il nome dei "Fratelli Rusjan".
L’Associazione che si e' costituita a Gorizia, a breve pure a Nova Gorica, intende promuovere il volo sportivo sull'aeroporto Duca d'Aosta dove nel 1909 i pionieri del volo Eduardo e Giuseppe Rusjan effettuarono i primi voli e dove nel 1931 si insedio' il famoso 4° Stormo Caccia.
Il gruppo vocale “Farra d’Isonzo” ha allietato la celebrazione esibendosi con alcuni brani suggestivi cui ha fatto seguito il saluto portato dal vice Ambasciatore della Repubblica Italiana in Slovenia, Roberto Neccia.
La presentazione ha visto una folta partecipazione di pubblico e di personalità politiche, del mondo economico ed aeronautico. Da parte italiana significativa è stata la presenza del senatore Ettore Romoli, del consigliere regionale Franco Brussa, responsabile delle attività produttive, di Marco Marinčič, Assessore provinciale per le relazioni transfrontaliere e di Claudio Cressati, Assessore alla cultura presso il Comune di Gorizia. Da parte slovena e' intervenuto Črtomir Spacapan, Presidente dell’Agenzia per lo Sviluppo dell’Isontino Sloveno e Zmago Jelinčič, Parlamentare e Presidente dell’Unione degli Aeroclub sloveni.
E’ da citare anche la presenza del Colonnello Paolo Tarantino, comandante della pattuglia acrobatica italiana "Frecce Tricolori" e del Capitano Alen Debeljak, direttore della Scuola di Volo dell'Aviazione Militare Slovena che si sono dati appuntamento a Gorizia in occasione della manifestazione prevista a settembre.
 Ospiti d’onore la nipote dei fratelli Rusjan, Grazia Rusjan, il dott. Domenico Rana in rappresentanza dell’ENAC e Mjomir Križaj, figlio di un noto pilota militare sloveno cui e' dedicato l'aeroporto di Ajdovsčina e Fulvio Chianese, presidente dell’Associazione culturale “4° Stormo” di Gorizia.
La nuova associazione, il suo ruolo e i suoi scopi sono stati illustrati  dal presidente prof. Piero Marangon e tradotti in "simultanea" dal vice presidente dr. Egon Malalan.
L’Associazione, ha spiegato il prof. Marangon, è la prima scuola di volo europea, volta a preparare e formare piloti all’interno di una società plurilingue e pluriculturale che  si propone di divenire una significativa risorsa per arricchire la tradizione aeronautica della Regione. In questo contesto è stata sottolineato il ruolo strategico del campo di volo transfrontaliero di Gorizia che, in base ai programmi presentati, incrementerebbe varie attività inerenti al volo.

Il ritorno dell'EDA V
Aidussina, 1° giugno 2000


Aidussina - Il costruttore-pilota Albin Novak a bordo del velivolo che rappresenta la copia esatta dell'EDA V dei fratelli Rusjan costruito nel 1910. Il volo sul campo d'aviazione suscita la commozione e l'entusiasmo dei presenti

 
L'EDA V è pronta al decollo sul campo di Aidussina (1.6.2000). L'aereo è pronto al decollo. Il pilota si limiterà in un primo tempo a eseguire qualche balzo per ricordarci i primissimi voli di Eduardo, per poi librarsi nel cielo sereno e compiere alcuni giri applaudito dalle autorità presenti e dai numerosi spettatori accorsi 

 
L'Eda V in volo nel cielo di Aidussina

 
Chi c'era non dimenticherà più la luce di quel momento. Un tramonto limpido trafiggeva lo scuro delle nubi e illuminava radente l'erba molle dell'aeroporto di Aidussina mentre, pochi metri sopra, fra l'ombra e l'ultima luce, aiutato dai venti della sera, girava felice un Eda V, un velivolo ricostruito esattamente cosi' come l'avevano fatto nel 1910 i pionieri del volo goriziani, i fratelli Edi e Pepi Rusjan, via della Cappella n° 8.
Era una prova, giovedi' sera, in attesa della grande manifestazione di oggi che prevede mostre, visite alle strutture, voli dimostrativi compreso il primo volo ufficiale dell'Eda V. "Il volo si fa", ha detto il sindaco Črtomir Špacapan, smentendo i timori di tutti e il pessimismo dei tecnici. Perchè l'impossibile s'avvera. Non era facile per gli aerei di quel tempo alzarsi. Si diceva che potevano volare solo quando il fumo della sigaretta saliva verticale. Come a dire che la tecnologia doveva anche trovare l'aiuto della natura. Ed oggi la storia si ripete. La prova di volo si svolge al tramonto perchè solo a quell'ora i venti sono favorevoli nella valle del Vipacco. L'appuntamento è per le otto di sera.
Su un lato del prato dell'aeroporto di Aidussina è schierata una decina di aerei superleggeri. L'Eda V, il quinto degli aerei costruiti dai fratelli Rusjan in tredici mesi, non si vede, non c'è. Sinchè una piccola banda militare dà l'inizio alla cerimonia e pian piano si aprono i portelli di un hangar e dentro, solo, splendente di cera, c'è lui, l'Eda V, uguale a com'era novant'anni fa. L'ha ricostruito un vecchietto di Bled, solido come un pezzo di piombo, Albin Novak, che sarà anche il pilota dell'esibizione. La sagoma in legno, difficile definirlo aereo, è identica all'originale, ricostruita dalle vecchie carte, anche se la tela che allora ricopriva le ali è stata sostituita da materiale moderno e resistente, stecchi di legno a sorreggerne la struttura longitudinale; un cestino di vimini appoggiato sull'asse delle ruote è il posto del pilota e sopra la sua testa c'è il motore. In coda niente ruote, finisce con due scivoli.
Poi l'esibizione. Il vecchietto che ha ricostruito l'aereo si nasconde sotto un casco, sale sul minuscolo seggiolino, mette in moto e fa un po' di scena accelerando; poi si decide  a partire: salta in avanti sull'erba, sussulta, si piega su un lato, per un attimo stacca le ruote dal suolo ma poi vi si riappoggia e il prato del decollo sembra esaurito. Il pubblico è deluso e prevale lo scetticismo prima di capire che Albin Novak ha solo mimato il primissimo volo, di pochi metri a pochi decimetri da terra, dei Rusjan. A quel punto il velivolo viene ruotato a riacquistare tutta la lunghezza del prato e riparte con sicurezza, riconquista senza traballamenti il cielo e gira felice in tondo sopra gli spettatori. Dal fondo delle montagne già scure spunta la lunga scia argentea di un jet ed il piccolo incredibile aereo la interseca più volte, fra la commozione della gente sotto. Quando l'Eda 5 riconquista il prato lo fa velocissimo, senza un sussulto, senza una piega; si ferma in fondo e poi, appoggiandosi agli scivoli di legno sagomato, gira su se' stesso e si dirige verso la gente che applaude e si fa intorno, abbraccia l'anziano pilota, accarezza la tela giallognola delle ali del velivolo. Une speaker invita la gente alla festa, a rifocillarsi con una scodella di goulash. Ma pochi si muovono, ancora stupiti attorno all'assurdo anacronistico velivolo. Come aver vissuto una fiaba, come aver partecipato ad un salto nel tempo.

                                                                                                                            (Articolo di Sandro Scandolara pubblicato sul quotidiano "Il Piccolo" del 4.6.2000)

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Il nuovo pannello stradale della via Fratelli Josip e Edvard Rusjan
Gorizia, 25 agosto 2005



 
 

 
 
 
I mitici fratelli, pionieri del volo, Giuseppe e Eduardo Rusjan daranno il loro nome all'area di circolazione esistente in parallelo con le vie Cecotti e Fermi. Nati a Trieste, ereditarono dal padre la passione per l'attività ciclistica e, in genere, l'interesse per la tecnica. Iniziarono a costruire modellini di velivoli ed effettuarono i primi tentativi di volo a Gorizia. Tra le distese di prati tra Gorizia e Merna, dove si trova attualmente l'aeroporto, organizzarono le loro pubbliche dimostrazioni.

Gorizia - Il Messaggero, 16.4.2005     Dall'articolo: "Battezzate" sei nuove aree cittadine 

ll pannello stradale della via Fratelli Rusjan
a Savogna
(perpendicolare alla via Trieste)



 

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Reportages televisivi


ll 23 ottobre 2004 Giuliano Sadar, un giornalista della Rai 3 di Trieste, ha presentato alla televisione, nel programma “Il settimanale”, la storia dei fratelli Rusjan, dai primi modelli di aerei costruiti in via della Cappella n° 8 a Gorizia e dai primi balzi sui terreni della Campagnuzza e di Merna ai voli nei cieli di Zagabria e di Belgrado.
Ben scelta la musica d’accompagnamento. Numerose le foto e i filmati. Ottimo il commento.

 
 

LA FILATELIA E I FRATELLI RUSJAN


Francobolli emessi in Slovenia il 29 giugno 1969 per il 60° anniversario delprimo volo.


Francobollo emesso a Nova Gorica il 6.6.1986 per il 75° anniversario della morte.